La nuova sede e il suo restauro: dove i pensieri diventano azioni
L’impegno dell’Osservatorio per una nuova consapevolezza del paesaggio
Osservatorio locale per il paesaggio della Castellana
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Trama dei segni d’acqua del territorio di riferimento dell’Osservatorio locale per il paesaggio della Castellana
Mappa: Claudio Mistura
L’Osservatorio locale per il Paesaggio è uno spazio di conoscenza, confronto e partecipazione dedicato alla cura e alla valorizzazione del territorio. È uno strumento che aiuta a osservare, interpretare e accompagnare le trasformazioni del paesaggio, mettendo in relazione istituzioni, comunità locali, esperti e cittadini.
L’Osservatorio nasce per promuovere una visione condivisa del paesaggio, inteso non solo come ambiente naturale, ma come espressione dell’identità di un territorio, frutto dell’incontro tra natura, storia e attività umane.
L’istituzione degli Osservatori per il Paesaggio è prevista dalla normativa nazionale e regionale.
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) ha introdotto l’Osservatorio nazionale per la qualità del paesaggio e gli Osservatori regionali. In questo quadro, la Regione Veneto ha istituito l’Osservatorio regionale per il Paesaggio con la legge regionale n. 11 del 23 aprile 2004, riconoscendo il paesaggio come elemento centrale nelle politiche di governo del territorio. Successivamente, sono nati anche gli Osservatori locali, con l’obiettivo di operare più da vicino ai contesti territoriali e alle comunità.
Ma cosa intendiamo per “paesaggio”?
Secondo la Convenzione Europea del Paesaggio, il paesaggio è “Una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e umani e dalle loro interrelazioni.” Il paesaggio, quindi, non è solo ciò che vediamo, ma il modo in cui le persone vivono, riconoscono e interpretano il proprio territorio.
Anche il Codice dei beni culturali definisce il paesaggio come un territorio che esprime identità, sottolineando l’importanza di azioni di conoscenza, informazione, formazione e valorizzazione, sempre nel rispetto delle esigenze di tutela.
Tema dell'Osservatorio della Castellana
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Fiume Muson a sud della città di Castelfranco Veneto
L’Osservatorio ha individuato, quale elemento comune e unificante dell’area della Castellana, i corpi idrici che percorrono il territorio e ne caratterizzano il paesaggio. Accanto ai corsi principali e più noti, quali il Muson e l’Avenale, la quantità di rogge, fossi, rii e canali costituisce una rete capillare diffusa di vitale importanza ecologica, agricola, produttiva ed estetico-ricreativa.
I segni idrici sono inoltre la traccia dell’azione delle comunità locali nei secoli: attraverso la costruzione di canali e rogge, la bonifica dei suoli, la deviazione di torrenti e costruzione di argini si è dato forma al paesaggio attraverso un processo di evoluzione culturale, produttiva, urbanistica.
Il paesaggio costituisce un insieme di risorse ereditate dal passato che, come riporta la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società o Convenzione di Faro: “… le popolazioni identificano …come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni in continua evoluzione”…”Il valore di tale eredità culturale va ri-conosciuto, diffuso, trasmesso quale fonte condivisa di ricordo, comprensione, coesione e risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita”.
Componenti dell’Osservatorio della Castellana
Compongono l’osservatorio diversi Enti pubblici con l’idea di collaborare ad una lettura che sappia cogliere, a più sguardi, le criticità principali e consentire una visione sovralocale e coordinata del territorio alla base di correlate azioni di salvaguardia, gestione e pianificazione del paesaggio. L’obiettivo è integrare le attività che ciascun ente sviluppa sulla base delle proprie competenze a vantaggio dell’area di riferimento. Si tratta di un territorio in grande trasformazione con cambiamenti che hanno modificato i rapporti tra i cittadini, le risorse del territorio e gli stili di vita.
Come riporta il Piano di assetto del territorio di Castelfranco Veneto:
“L’ordine spaziale dicotomico tra città e territorio rurale è stato sostituito da una realtà complessa che appare molteplice e frammentata…l’osservatore si trova oggi di fronte ad un evidente disordine paesaggistico cui si accompagnano altrettante esternalità negative in termini economici, di mobilità e ambientali.”
La rete degli Osservatori locali del Veneto
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Rete regionale degli Osservatori locali per il paesaggio
La legge regionale 30/2016 ha riconosciuto gli Osservatori locali per il Paesaggio come forme organizzative costituite da soggetti pubblici e privati, finalizzate a rilevare e monitorare lo stato delle pressioni sul territorio nonché a favorire la partecipazione delle popolazioni alle politiche e alle azioni di tutela e valorizzazione del paesaggio (DGRn.1040 del 22.8.2023).
Gli osservatori che compongono la rete regionale si riconoscono nei principi in materia di paesaggio stabiliti dalla Convenzione europea sul Paesaggio (ratificata con Legge 14/2006) e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo 42/2004).
La rete regionale è composta dagli Osservatori locali:
(1) Dolomiti, (2) Graticolato Romano, (3) Veneto Orientale, (4) Pianura Veronese, (5) Canale di Brenta, (6) Colline di Conegliano Valdobbiadene, (7) Medio Piave, (8) Montello – Piave, (9) Delta del Po, (10) Valpolicella, (11) Valdadige “Terra dei Forti”, (12) Colline Moreniche dell’Entroterra Gardesano, (13) Castellana